INTERROGAZIONE n. 193 del 14/07/2016
In merito allo stato di attuazione del piano di vaccinazioni per la “febbre catarrale” degli ovini, malattia infettiva nota in Italia con il nome di Bluetongue o Lingua Blù

Al Presidente della Giunta regionale -

Premesso che:
negli anni 2014 e 2015 gli allevamenti ovini della regione sono stati falcidiati dalla "febbre catarrale", più comunemente nota come "Bluetongue". Si tratta, nello specifico, della malattia infettiva dei ruminanti trasmessa da alcuni insetti vettori, che si manifesta in forme più gravi negli ovini con sintomi caratterizzati da infiammazioni e ulcere della bocca, cianosi della bocca e della lingua (da cui il nome di "bluetongue" o lingua blu), per la quale gli animali possono morire per asfissia, per polmonite batterica o per grave deperimento;
le epidemie di cui sopra, come facilmente intuibile, hanno provocato ingenti danni agli allevamenti che ne sono stati colpiti;
allevamenti che, vale la pena ricordarlo in questa sede, rappresentano soprattutto nella provincia di Crotone (dove si concentrano la stragrande maggioranza degli allevamenti) una tra le poche realtà produttive conosciute in tutta Italia grazie al "pecorino crotonese" che ha da poco ottenuto il riconoscimento da parte dell'Unione Europea (ai sensi del regolamento CEE N°. 2081/92) della denominazione di origine protetta (D.O.P.);
in ragione di quanto sopra esposto, anche a seguito di un ordine del giorno presentato dal sottoscritto ed approvato all'unanimità dal Consiglio regionale in data 25.09.2015, il Presidente Oliverio, a conferma degli impegni presi con gli allevatori calabresi, ha promosso un protocollo di intesa tra i Dipartimenti regionali dell'Agricoltura e della Tutela della Salute e TARA, per l'esecuzione ed il coordinamento di un piano di vaccinazione degli animali;
nello specifico, la Regione ha stanziato trecentomila Euro per acquistare oltre 300.000 dosi di vaccino;
il Piano prevede la vaccinazione di tutti gli allevamenti di ovini del crotonese e parte di quelli della provincia di Catanzaro, ossia le zone nelle quali, negli ultimi due anni, si sono palesati i focolai della malattia e prevede altresì vaccinazioni fuori dalle provincie di Crotone e Catanzaro solo in casi particolari, che sono valutati, volta per volta, dai veterinari delle ASP;
in questo quadro diventa, dunque, fondamentale per scongiurare la recrudescenza della malattia la tempestività delle operazioni di vaccinazione degli allevamenti di cui sopra;
Per sapere:
lo stato di attuazione del programma di vaccinazioni e nello specifico: quanti allevamenti e quanti capi sono stati vaccinati, quanti ne restano da vaccinare e in quanto tempo si conta di chiudere il piano di vaccinazione.

Allegato:

14/07/2016
M. MIRABELLO