MOZIONE n. 100 del 14/11/2017
Sul pagamento della quota sociale delle strutture territoriali accreditate e convenzionate

Il Consiglio Regionale,

Premesso che:
la Terza Commissione permanente, nella seduta del 7.11.2017, ha audito i rappresentanti delle Associazioni di categoria regionali ANASTE, UNEBA, ARIS ed AGIDAE, rappresentanti la totalità delle strutture territoriali (del tipo RSA, Case Protette, Presidi di Riabilitazione extra ospedaliera) accreditate e convenzionate presenti sul territorio regionale, in merito alla problematica del pagamento della quota sociale della retta a loro dovuta;
le prestazioni erogate dalle strutture in questione hanno, infatti, una retta che, ai sensi della L.R. n. 22 del 2007, artt. 17 e 18, è in percentuale fissa a carico del fondo sociale regionale;
la Regione Calabria - dipartimento Politiche Sociali ha provveduto al pagamento della quota sociale delle rette avendo istituito, con L.R. n. 47 del 23.12.2011 art. 49, uno specifico capitolo di spesa dedicato alle strutture sociosanitarie;
il capitolo di spesa dedicato è stato dotato, negli anni, di fondi insufficienti a coprire l'intera spesa delle prestazioni erogate e, in ragione di ciò, negli anni 2010-2015, sono sorti numerosi contenziosi giudiziari tra i singoli erogatori e la Regione Calabria che hanno sempre visto soccombente la Regione, tenuta, secondo tutti i Giudici, ex lege, al pagamento della quota sociale delle rette;
recentemente, sulla materia è intervenuta la Corte di Cassazione la quale, sovvertendo le numerose decisioni dei Tribunali, ha stabilito che la quota sociale delle rette compete alle Aziende Sanitarie firmatarie delle convenzioni annuali con i singoli erogatori, chiarendo, al contempo, che le normative regionali che pongono a carico della Regione il pagamento hanno valenza esclusivamente nei rapporti tra gli Enti e non nei confronti degli erogatori;
considerato che in ragione di quanto esposto, le Associazioni di categoria hanno evidenziato: la Regione Calabria, alla luce della pronuncia della Corte di Cassazione di cui sopra, risulta oramai vittoriosa in tutti i giudizi ancora pendenti e sta agendo nei confronti di tutti quegli erogatori che all'esito delle prime decisioni avevano ottenuto il pagamento delle somme dovute;
nonostante la Corte di Cassazione non metta in alcun modo in dubbio il credito degli erogatori, le Aziende Sanitarie non accettano le fatture emesse nei loro confronti in quanto la Regione Calabria non ha dato loro alcuna indicazione al riguardo;
la vertenza in questione è cristallizzata al solo periodo 2010-2014 in quanto dal 2015, per effetto della L.R. n. 11 del 27 aprile 2015 le rette vengono gestite direttamente dalle Aziende Sanitarie;
le norme sulla tariffazione delle prestazioni, con le differenti partecipazioni dei fondi sociale e sanitario, e le regole per la stipula degli accordi sono sempre state unilateralmente predisposte dalla Regione. Tutto ciò premesso
Impegna la Giunta regionale
ed il Presidente della Regione Calabria a convocare un tavolo di confronto tra le Associazioni di categoria, le A.S.P., il dipartimento Tutela della Salute, il dipartimento Sviluppo Economico - Lavoro - Formazione e Politiche Sociali e l'Avvocatura regionale al fine , di affrontare e risolvere in maniera definitiva la problematica descritta ed evitare il sorgere di ulteriori e inutili contenziosi.

Allegato:

14/11/2017
M. MIRABELLO,S. ESPOSITO,F. SERGIO,G. GIUDICEANDREA,F. CANNIZZARO,C. GUCCIONE,A. NICOLÒ