Proposta di legge n. 327/9^

RELAZIONE

 

La presente proposta di legge modifica l'articolo 8bis della LR n°41 del 4/11/2011 "Norme per l'abitare sostenibile".

La ratio è da rinvenirsi nell'esigenza di modificare, correggendole, le disposizioni contenute nel sopra citato art. 8bis, rubricato come "Gestione del ciclo dei rifiuti derivanti da processi edili", ed oggetto di impugnativa innanzi alla Corte Costituzionale promossa dal Consiglio dei Ministri con delibera del 23 dicembre 2012.

In sostanza i motivi dell'impugnativa sarebbero da ricondursi principalmente al mancato rispetto, all'interno del dettato normativo dell'art. 8bis, delle disposizioni di cui al d.lgs. 152/2006 che individuano e disciplinano i c.d. standards minimi ed uniformi di tutela dell'ambiente ed alla conseguente invasione della competenza legislativa esclusiva dello stato, nonché al mancato rispetto della normativa disciplinata dalle direttive comunitarie 75/442/ Ce e 2006/12/CE e dei principi generali concernenti la definizione di "rifiuto" così come delineati dalla giurisprudenza costituzionale comunitaria.

Pertanto la presente proposta intende modificare la norma così come impugnata abrogando la lettera "c" dell'art.8bis ed apportando le ulteriori correzioni ed integrazioni ritenute necessarie ad indurre il Giudice delle leggi adito ad emanare un provvedimento che dichiari cessata la materia del contendere .

 

RELAZIONE TECNICO-FINANZIARIA

 

La presente proposta di legge non comporta oneri finanziari.

 

Art. 8 bis

(Gestione del ciclo dei rifiuti derivanti dai processi edili)

 

1. La Giunta regionale, ai fini della presente legge,in conformità alla normativa nazionale vigente ed in particolare al Dlgs 152/2006 smei nonché del DM 05/02/1998 smei , individua i criteri e le modalità di gestione sostenibile del ciclo dei rifiuti da demolizione, costruzione e sbancamento in un'ottica di funzionalità, efficienza ed efficacia, in particolare attraverso:

 

a) la definizione di parametri tecnici che permettano di classificare la sostenibilità ambientale dell'opera anche in relazione ai cicli di dismissione della medesima alla fine del ciclo di vita;

b) la definizione di regole tecniche per la progettazione delle opere e dei cantieri e per l'organizzazione di questi ultimi che migliorino la gestione del ciclo dei rifiuti e favoriscano le pratiche del riciclaggio sia durante la costruzione sia durante la dismissione delle opere edili, in conformità al Dlgs 152/2006 smei ed al DM 05/02/1998 smei;

c) l'attivazione di Accordi di Programma ai sensi del Dlgs 152/2006 smeí quale strumento per promuovere e favorire le azioni coordinate in materia ambientale della Pubblica Amministrazione e dei soggetti privati e delle associazioni di categoria;

d) le modalità ed i criteri di gestione dei rifiuti da demolizione, costruzione e sbancamento, in modo efficace, efficiente, economico e trasparente, basandosi sulla cooperazione di tutti i soggetti pubblici e privati coinvolti nel ciclo dei rifiuti, ed in conformità al Dlgs 152/2006 smei ed al DM 05/02/1998 smei;

e) le modalità ed i criteri per la promozione e I'incentivazione di sistemi e processi finalizzati alla gestione sostenibile del ciclo dei rifiuti da demolizione, costruzione e sbancamento;

f) i criteri tecnici di selezione e trattamento dei materiali derivanti dal processo di riciclo, una volta cessata la qualifica di rifiuto ai sensi dell'art. 184-ter del Dlgs 152/2006 smei, pera la reimmissione come materie prime all'interno dei processi di fabbricazione e la loro definizione come materiali ecosostenibili nel rispetto delle prescrizioni del DM 05/02/1998 smei.

g) la promozione di utilizzo di tecniche e tecnologie che meglio favoriscano i processi di riciclaggio al termine della vita utile delle opere edili;

h) la promozione di attività di ricerca e sensibilizzazione nell'ambito dei processi di riciclo e smaltimento dei rifiuti derivanti dalle attività edili;

i) le modalità ed i criteri per la promozione e I'incentivazione dell'utilizzo dei materiali di riciclo nelle opere edili al fine di perseguire gli obiettivi di cui all'articolo 181 del D.lgs. n. 152/2006 e s.m.i.

 

2. I criteri di cui al comma 1 sono definiti con apposito regolamento.