Consiglio Regionale della Calabria
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NEWS 2 aprile 2012

Talarico: Mancini, la sua lezione resta immutata

“Come Presidente del Consiglio regionale della Calabria, ho l’onore di portare il saluto della massima Assemblea elettiva della regione a questo significativo appuntamento organizzato per ricordare la figura di Giacomo Mancini nel decennale della scomparsa”.
Così si è espresso, intervenendo al convegno nel decennale dalla scomparsa di Giacomo Mancini al Teatro Rendano di Cosenza, il presidente Francesco Talarico.

“In dieci anni - ha fra l’altro sostenuto - tante cose sono cambiate nel Paese, nella politica, nella società, nella regione, ma la lezione del Mancini leader politico nazionale, uomo di Governo, sindaco della sua amata Cosenza, rimane immutata e densa di significati per tutti i calabresi e in particolare per le nuove generazioni. La stagione politica in cui ha vissuto ed è stato protagonista l’on. Giacomo Mancini è stata una stagione di grandi svolte per il Paese, ma anche di criticità, di forti contrasti politici e di confronti dialettici a volte aspri. Quel tempo, però, e’ ormai lontano e la figura di questo leader politico, dal carattere forte, dalla grande passione e dal forte impegno meridionalista, può essere ormai consegnata alla storia, sottraendola ai limiti ed ai confini ristretti dell’appartenenza, degli schieramenti, delle posizioni ideologico-culturali. È questo forse l’omaggio migliore che si possa oggi tributare a Giacomo Mancini, intrecciando la sua storia personale alla storia della Calabria. Il suo pensiero e la sua azione squisitamente politica, rappresentano un patrimonio utile agli studiosi, ma il suo impegno concreto per la Calabria, il suo amore per il territorio, il suo decisionismo, la sua lezione complessiva, debbono diventare, a dieci anni dalla sua scomparsa, un capitale sociale e culturale di cui tutta la Calabria deve sentirsi erede”.

Per Talarico, “Mancini ha dato un grande esempio di come la politica debba essere al servizio del cittadino e della comunità. È stato leader nazionale di un grande e storico partito come il Psi, ha ricoperto importanti incarichi in vari Governi nazionali, ma ha saputo, a conclusione della sua carriera, rimettersi in discussione, tornando da dove era partito e accettando di fare il sindaco di Cosenza. È questo un esempio del suo stile, dell’idea della centralità della politica in qualsiasi ruolo, di quella normalità virtuosa e civile come l’ha definita qualche suo biografo”.
“Noi - ha concluso Talarico - abbiamo il dovere di non dimenticare questi uomini della Calabria che hanno combattuto battaglie a favore della propria gente, del proprio territorio, della propria tradizione culturale. Abbiamo bisogno di non dimenticare, per disegnare il nostro futuro con le stesse passioni, con le stesse competenze, con le stesse testimonianze, consapevoli che non sono le differenze politiche e culturali a dover essere esaltate, in questo nostro percorso, ma piuttosto le convergenze e la coesione intorno a quella cultura del risultato che è stata tra le qualità principali di Giacomo Mancini”.

   

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