|
INTERROGAZIONE
n. 251 del
01/06/2012
Sulla grave crisi della Casa di Cura Madonna della Catena
R. MIRABELLI
.
Al Presidente della Giunta regionale -
Premesso che:
la Casa di Cura Madonna della Catena è accreditata con il Servizio sanitario regionale per le seguenti branche specialistiche: Riabilitazione intensiva per n. 106 posti letto; Riabilitazione estensiva per n. 16 posti letto; Lungodegenza per n. 16 posti letto; Dh di riabilitazione intensiva per n. 15 posti letto; la medesima struttura risulta essere autorizzata al funzionamento di ulteriori 60 posti letto di riabilitazione estensiva; la Casa di Cura Madonna della Catena è stata contrattualizzata per l'anno 2011 per le prestazioni di: Riabilitazione intensiva pari a n. 106 posti letto; riabilitazione estensiva pari a n. 16 posti letto; Lungodegenza per n. 13 posti letto; nell'ambito di una riorganizzazione del servizio sanitario regionale, tra l'altro imposto dal piano di rientro, l'Azienda sanitaria provinciale di Cosenza in data 6.10.2011 aveva predisposto un piano di riorganizzazione che prevedeva per la predetta struttura la seguente dotazione: Riabilitazione intensiva n. 80 posti letto; Riabilitazione estensiva n. 40 posti letto; Lungodegenza medica n. 20 posti letto; successivamente, la rimodulazione dei posti letto è stata avocata dal Dipartimento tutela della salute da un sub-commissario; in data 29 maggio 2012 tutte le strutture private accreditate sono state convocate presso il Dipartimento Tutela della salute ed, in particolare, alla casa di Cura Madonna della Catena sono stati comunicati i posti letto che si intendono assegnare sulla base di una rimodulazione di tutto il sistema, assegnando alla Clinica i seguenti posti letto: Riabilitazione intensiva n. 40 posti letto; Riabilitazione estensiva n. 16 posti letto; Lungodegenza medica n. 13 posti letto; la predetta Casa di cura si trova da circa un anno in una grave crisi societaria che ha visto subentrare nella proprietà la Banca Unicredit che aveva concesso dei mutui a cui non era seguita la dovuta solvibilità societaria: che vi lavorano attualmente 180 dipendenti e che con i tagli proposti vedono la prospettiva di perdita del posto di lavoro; che i tagli ipotizzati sono del 62% e, pertanto, si vanifica l'opera di un concordato preventivo che doveva mettere le basi per un rilancio aziendale e salvaguardare i livelli occupazionali; in siffatta situazione i dipendenti, pur garantendo i livelli assistenziali previsti dalla normativa vigente nei confronti dei ricoverati, hanno proclamato lo stato di agitazione interessando la Presidenza della Giunta regionale, della provincia di Cosenza, il sindaco di Cosenza, l'azienda sanitaria provinciale e tutte le istituzioni presenti sul territorio; ad altre strutture, in virtù di reale necessità e per programmazione sanitaria, pur non avendo la specificità riabilitativa sono stati assegnati posti letto di riabilitazione intensiva;
Per
sapere:
se è al corrente della vicenda della Madonna della Catena e come intendere procedere per evitare che il territorio della Provincia di Cosenza non perda una struttura di primaria importanza che offre buona sanità ai cittadini di tutta la Calabria.
01/06/2012
|